Si perdona e ci si perdona

Si legge tutto d’un fiato questo libro che in modo preciso, chirurgico e tagliente racconta del viaggio fisico e metaforico di Tania.
Un viaggio intrapreso per tentare di capire, se non giustificare, una scelta di vita del padre, che decide di andarsene dalla sua famiglia.
Edoardo pagherà con gioia e dolore la sua fuga dalla famiglia, nella quale aveva riposto tante aspettative, a suo tempo. Complice, sicuramente, l’eccessiva sensibilità che in tempi giovanili gli meritò, da un’amica, l’affettuoso appellativo di ‘Pavesino‘, per la  passione verso i libri di Cesare Pavese,
Tania sta costruendo una storia d’amore solida e quindi le è più facile scoprire lentamente, nei luoghi percorsi dal padre e dalla ‘Tizia’ usurpatrice, il tentativo del ‘babbo’ di mediare tra l’amore imprescindibile che prova per la figlia e la sua vita complessa, fatta anche di carne,  sentimenti e tanti dubbi.
Comincia a capire che i figli si amano a prescindere e che l’amore che il babbo provava per lei non era mai messo in discussione: lo capirà ancora meglio quando anche lei sarà madre.
Poi le cose accadono mentre si è impegnati a vivere e allora si perdona, ci si perdona e, appunto, la vita dirà la sua. Davvero un bel libro.

Alessandra V.

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