Strepitoso Guccini!

Due anni dopo Guccini ha suonato a Porretta Terme, pochi giorni dopo il suo compleanno e a pochi chilometri da casa. È il concerto che sancisce la fine delle prove e l’inizio del nuovo tour.

È un Guccini in forma e spiritoso quello che poco dopo le nove e mezzo si presenta alle diverse migliaia di persone, di tutte le età, che hanno riempito il campo da calcio.

Fa l’inchino e subito precisa di non avere la stoffa di Schifani, ad esempio. Racconta che fino a pochi giorni fa pioveva tantissimo e finalmente poteva dire: “Piove, governo ladro!”, oppure ricorda che prima delle elezioni si vedevano ai telegiornali solamente la spazzatura di Napoli e tanti vecchi che come zombie si aggiravano vicino ai supermercati, senza poter fare la spesa. Adesso invece è tutto cambiato, tutto risolto. Improvvisa anche una rima de “I fichi”, in do minore, che più o meno fa così: “Il fico fa bene alla mistica ed è adeguato a chi crede, cibandosene Emilio Fede si vede apparir Berluscon!”. Fa anche qualche rima su Fiorello, che lo imitava a Viva Radio2, dove se la prende con quel ragazzo: e la rima la immaginate… Quando, come al solito, qualcuno gli chiedeva una canzone, Francesco rispondeva: “Lasciatevi servire!”



Venendo alle canzoni, secondo me la scaletta scelta è sontuosa:

1) In morte di S.F.

2) Il tema, jazzato per bene

3) Noi non ci saremo

4) Canzone delle osterie di fuori porta, rifatta a metà perché a suo dire i musicisti avevano sbagliato. Comunque un’interpretazione magistrale.

5) Vedi cara, che inizia la serie delle canzoni d’amore, anche se questa Francesco la definisce pavesamente del disamore

6) Canzone quasi d’amore, con il sax di Antonio Marangolo che ricama alla grande

7) Incontro, con la struggente fisarmonica di Manuzzi

8) Farewell, cantata a squarciagola da tantissimi giovani

9) Ti ricordi quei giorni, che Francesco confessa di aver scritto nel 1964, dopo aver ascoltato “Ne me quitte pas” di Jacques Brel. Magistrale l’interpretazione di Francesco e la chitarra di Flaco.

10) Su in collina, presentata in anteprima proprio due anni fa e tratta da una poesia dialettale di un partigiano

11) Il testamento del pagliaccio, una marcia funebre che riempie l’aria con il suo ritornello e ci ricorda che volevamo un’Italia diversa da questa. Guccini la interpreta con emozione e intensità, la musica piena aiuta a creare un’atmosfera quasi epica e a me questa canzone ricorda “Nostra Signora dell’ipocrisia” scritta ai tempi della craxiana Milano da bere. Fate attenzione alle parole perchè dicono qualche cosina, non è una canzone così…” anticipa Francesco.

12) Don Chisciotte

13) Eskimo (portavo allora un eskimo innocente dettato solo dalla povertà…)

14) Cirano, sempre potente

15) Un vecchio e un bambino

16) Auschwitz

17) Un altro giorno è andato, con un buon ritmo ed un’interpretazione molto coinvolgente

18) La locomotiva, ca va sans dire

So che a Francesco non piace che le sue canzoni finsicano su internet. Sono certo che non è una questione “commerciale” ma proprio che in questo modo si brucia troppo tutto in fretta. Però internet esiste e allora, chiedendo scusa al Maestrone, ecco i due artigianali video de “Il testamento del pagliaccio” (inedito!) e “Su in collina“, che invece da tempo è in rete.

Diciotto canzoni, due ore di musica e parole, emozioni e riflessioni, ritmi e simpatia, Guccini non si è risparmiato.

All’inizio ha detto che spesso le persone gli chiedono “Come stai?” e, pur rispondendo lui “Male!”, loro commentano: “Ah, ah, bene!” “Non gliene frega niente di come sto, a loro interessa solo dire ” rifletteva con un po’ di amarezza. Chissà se si riferiva alle tante persone che armate di pass (secondo me più di un centinaio) si accavallavano davanti al suo camerino per sorbirsi un minuto con la celebrità (sono più famoso di quel tempo, quando tu mi conoscevi, non più amici e un pubblico che ascolta le canzoni in cui credevi…).

Invece il suo pubblico gli vuole molto bene, mi sono goduto tutto il concerto proprio davanti, sdraiato sull’erba che in parte ho anche inalato perché c’erano tanti lumini accesi… Bè, ragazzi e non più ragazzi, adulti e ultra adulti, hanno accompagnato Guccini con affetto: e secondo me lui lo sentiva.

Venendo a casa, per piccole strade che mi consigliava il navigatore, mi godevo la luna che apre l’estate e pensavo che è stato proprio un gran concerto. E poi, che il tour vero e proprio di Guccini inizierà nel suggestivo scenario di Taormina, mentre io sarò a Capoliveri, isola d’Elba, a presentare il mio ultimo romanzo nel quale c’è anche un piccolo pezzo su di lui.

Grande Francesco!

Ecco i suoi bravi musicisti, in ordine: Ellade Bandini, Antonio Marangolo e Vince Tempera, Roberto Manuzzi, Juan Carlos Flaco Biondini, Pierluigi Mingotti.









E il suo pubblico…

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