Toscana in moto



Lo scorso anno, a conclusione di otto entusiasmanti anni di lavoro, io ed i miei colleghi decidemmo di farci un bel giro negli States, tra seminari tecnici in HP e cavalcata in moto dal Missouri all’Illinois 8.

Pur non lavorando più insieme dallo scorso ottobre, abbiamo comunque deciso di condividere la passione per la moto, con la ferrea clausola che non si parla di lavoro.



Siamo partiti il primo luglio. Pozza di Maranello non è Springfield MO e nemmeno quel “coso” sulla sinistra si può chiamare moto. Comunque, via sulla Nuova Estense per l’Abetone e poi a Pistoia, luogo del primo rifornimento.

Pranzo a Monsummano e, via Fucecchio – Empoli, vicino a Siena dove Adriano ci ha fatto ammirare il bellissimo casale nel quale c’è il suo appartamento:





Cena sontuosa con cibarie e vini all’altezza del paesaggio, di sicuro esigente. Chiacchiere leggere offuscate solo dal profumato (pro) fumo di un buon sigaro. Rientro tranquillo, anche per l’acqua che pur avendoci rispamiato (è caduta mentre cenavamo) consigliava ulteriore prudenza.

Ottima dormita e al mattino, per strade avvero bellissime, siamo arrivati a Bolsena. Pranzo sul lago, con il Coregonus lavaretus a farla da padrone. Il cielo non prometteva bene e infatti, prima di arrivare a Perugia, acqua a volontà. Siamo comunque arrivati all’albergo, doccia ristoratrice e aperitivo in piazza, con un via vai di gente che mette allegria. Cena in una buona trattoria e poi, di nuovo, in piazza a fumre un buon toscano e bere un rum.

Al mattino via per la E45 in direzione Camaldoli. La strada che da Bagno di Romagna sale all’Eremo è davvero da soddisfazione per la moto, e per chi la guida. A pochi chilometri dal traguardo, un acquazzone terribile: per fortuna che Fratello fulmine non si è presentato. Da sinistra, Claudio, io, Elvio, Mauro e Maurizio, comunque soddisfatti.

Dopo un buon pranzo ristoratore, siamo scesi tranquilli verso Forlì, via Sarsina – Meldola.

Sosta prima dell’autostrada per le piadine che ogni volta che passa di lì Claudio immancabilmente compera. In autostrada, dopo pochi chilometri, qualcuno si accorge di avere lasciato alla baracchina della piadina lo zaino con soldi, carta di credito… Mossi da pietà lo abbiamo aspettato sotto un sole ed un caos che ci facevano rimpiangere la serenità dei paesaggi toscani.

Mi sa che non sarà l’ultima uscita!

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