Un pensiero al ‘Falco’

Nel giorno della cattura di Bernardo Provenzano mi viene un pensiero forte per il giudice Giovanni Falcone. Dal maggio 2002 ho in ufficio la foto qui riprodotta perchè stimavo sia lui che Borsellino, ho ascoltato tante interviste, ne ho sentito il peso della solitudine e della determinazione. Mi è dispiaciuto quando, dopo essere dovuti andare all’Asinara, sradicando i loro affetti, lo Stato gli ha presentato il conto del “soggiorno obbligato”.

Anni fa, per Natale, sono stato in Sicilia alcuni giorni ed ho voluto andare sia a Capaci che in Via D’Amelio. Potrà sembrare retorica, ma credo alle testimonianze, e poi mi andava.

Mi rassicura un Presidente come Ciampi che si complimenta con le Forze dell’Ordine, che tante vite hanno lasciato per terra, per la nostra possibile vita civile e libera. Mi turba invece un Ministro dell’Interno che, spoglio elettorale ancora in corso, se ne va ad un summit di partito. Forse è solo una caduta di stile, forse qualche cosa di più: mi piacerebbe non succedesse.

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