Questa mattina il ragazzo dell’hotel ha caricato la bici e mi ha portato fino a Casere.
Da lì, dopo il rifornimento d’acqua fresca, zaino in spalla e via pedalare fino alla Kehreralm. Sono poco più di cinque chilometri, anche belli perché si costeggia il fiume, ci sono le mucche… però al ritorno sembrano raddoppiati: in bici è molto meglio.

Ho assicurato il velocipede a un palo, tolto casco e braghe da ciclo e mi sono incamminato su per il sentiero, che porta a un bellissimo altopiano a poco più di duemila metri, qui fotografato durante la discesa:

Da lì si cammina per mezz’oretta in piano, guardando con la coda dell’occhio, ma non troppo, il punto dove si intravede il rifugio, meta dell’escursione.

Si comincia a salire, lasciandosi a destra cascate d’acqua, che però non hanno nessun effetto rinfrescante. Fa caldo anche qui…

Finito il pianoro, gradoni su gradoni si sale per oltre un’ora buona, che però sembra un tempo molto più lungo. “Piano ma sempre” è il mio motto.
Finalmente si intravvede la bandiera italiana, ovviamente appaiata a quella tirolese, e poi il rifugio:

Anche se sono quattro o cinque volte che salgo al rifugio Brigata Tridentina, arrivarci è sempre un’emozione e mi sono fatto un applauso.
Il rifugio si affaccia sul ghiacciaio del Picco dei Tre Signori, che ogni anno è sempre più piccolo:

Cambio della maglietta, messa sui sassi ad asciugare insieme al fazzoletto, anch’esso bagnato “spolto”, una bella birra fresca, qualche riga sul quaderno, chiacchiere per passare il tempo con alcuni ragazzi.
Poi maccheroni al pomodoro, un bel succo di sambuco, si riempie la borraccia di acqua fresca, ci si rimette la maglia della salita e giù, giù giù: le discese ardite e le risalite.
Molte persone, sia in salita che in discesa, mi sorpassano ma la cosa a me non dà alcun problema: prima regola del camminatore, ognuno ha il suo passo.
Sosta alla malga del pianoro, osservando l’Aurino che scorre vivace a valle, e poi eccoci arrivati alla Malga Kehrer: la bicicletta è ancora lì, intatta, che mi aspetta.
Mi metto le braghe da ciclo, il casco, metto le racchette nello zaino e via verso Casere, ovviamente con la bici elettrica in off.
Cerco sempre di non suonare per non disturbare chi cammina a piedi: ci metto un po’ di più ma mi piace… di più!
Da Casere, giù per venti chilometri fino all’Hotel.

Sauna con il maestro Aristotele e relax. Tra poco cena.
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