Ankara – Goreme km 368
A Goreme, cuore della Cappadocia, famosa in tutto il mondo per i camini delle fate. Davvero, c’ero già stato anni fa, però il colpo d’occhio che giunge al cuore quando arrivi qui non è spiegabile. Riflettevo, invece, che il nome Cappadocia significa “terra dei bei cavalli” e io e mio figlio Paolo abbiamo costruito un ranch: vai a capire…
Questa mattina, dopo una sontuosa colazione al settimo piano dell’hotel, siamo partiti verso questa meta. Sosta in autogrill e collegamento wifi:

Già ieri sera non sentivo la moto come al solito e lo spiegavo con il fatto che ieri, per uscire dal traffico infernale di Ankara, avevo sfrizionato per più di mezz’ora. Dopo un paio di ore di viaggio, il cruscotto mi dava segnali non tranquillizzanti, il contagiri non era stabile e quando accelleravo sembrava avessi la frizione mezza tirata. Ci siamo fermati un paio di volte, perchè volevo telefonare all’Harley a Bologna, ma in nessuna delle aree di servizio era disponibile un collegamento wifi.

In questo esatto punto la moto si è fermata: peccato che gli altri due motociclisti fossero davanti e quindi di fatto sono rimasto solo, moto ferma e telefono inutilizzabile. Ho indossato il giubbotto giallo segnalando alle macchine in transito di fermarsi: nessuno lo ha fatto. Ho chiamato il 112 ma nessuno parlava inglese, solo turco. Al quinto tentativo, mi hanno risposto che se non avevo bisogno di un’ambulanza potevano solamente darmi un numero di telefono per chiamare il soccorso stradale: peccato che abbia provato a spiegare che il mio telefono, qui in Turchia, senza wifi non funziona.
Mi sono rimesso a sbracciare e segnalare la richiesta di auto e, dopo più di tre ore, non scherzo, si è fermato un vecchietto con un pulmino non messo proprio bene. Ovviamente parlava solo turco:

Non so come, sono riuscito a chiedergli di chiamare la polizia (soccorso stradale era troppo arduo) e lui lo ha fatto. Non solo, è rimasto con me finchè la pattuglia non è arrivata. Quando ho tirato fuori il portafoglio, per dargli qualcosa, ha opposto un vigoroso rifiuto e si è messo una mano sul cuore.
Dall’auto della polizia sono scesi tre giovanotti che, per prima cosa, con l’ipad hanno fotografato me e la targa del veicolo. Poi, con una gentilezza unica, hanno chiamato il soccorso stradale, mi hanno trovato un posto dove far posteggiare la moto e chiamato anche un taxi che dal garage mi portasse a Goreme, prestandomi anche il telefono (whatsapp) per chiamare Piero. Abbiamo provato a contattare il soccorso stradale della Cattolica, la mia assicurazione, ma non è stato possibile perchè è un numero fisso di Milano.
Mentre aspettavamo il carro attrezzi abbiamo socializzato e scherzato, grazie soprattutto a Google translate;

Arrivato il carro attrezzi, abbiamo caricato la moto, operazione non proprio semplice:

L’autista del carro attrezzi, finita l’operazione di carico, ha tirato fuori una borsa con fanta, acqua, merendine e cioccolato. Seduti sul guardrail abbiamo fatto uno spuntino, e io non me la sentivo di dir loro che sarei andato volentieri in albergo.
Salutato e ringraziato i poliziotti, sono salito sul carro attrezzi con tutti i miei bagagli; nel frattempo avevo tolto gli stivali da moto e messo due scarpe più comode. Ci sarebbe da vedere l’operazione per scaricare la moto: il conducente ha fatto alcune telefonate e sono arrivati, provvidenzialmente, tre ragazzi che ci hanno aiutato nella difficile operazione,
Il conducente si è poi palesato anche come taxista e, con una macchina un po’ sgarrupata, dopo una contrattazione sul prezzo, siamo partiti. Ha fatto strade piccole tra paesaggi maestosi, accampamenti di nomadi e gruppi di pecore.

Giunti all’Holiday Cave Hotel, ho rincontrato Giuseppe e Piero e preso possesso di una camera bella, con vista sui camini delle fate, dal cui balcone sto scrivendo adesso:


Diverse telefonate a mio figlio e a Mauro, il mio agente assicurativo, perchè contattassero la centrale operativa di Milano, non raggiungibile in nessun modo da qui in Turchia: domattina mi faranno una chiamata whatsapp e organizzeremo il trasporto della moto al centro Harley più vicino, che è (di nuovo) Ankara. A proposito, la ragazza dell’Harley di Ankara, che ieri mi faceva da interprete con i meccanici, mi ha inviato un messaggio per indicarmi un buon ristorante qui a Goreme. Le ho scritto del problema della moto e mi ha chiesto il numero del telaio per anticipare il reperimento dei pezzi di ricambio e mettermi in condizione di partire il prima possibile!
Finalmente barba e doccia, poi cena con un ottimo vino bianco locale e sigaro. Prima di venire a letto mi sono fermato a sentire un gruppo di persone che cantava canzoni turche:
Domattina sveglia presto. Sto pensando che o fai il turista o fai il viaggiatore. Nel primo caso acquisti un viaggio organizzato; nel secondo, devi attrezzarti per questi inconvenienti. E’ vero che prima di partirte ho fatto fare accurati controlli, però tutte le cose funzionano un minuto prima di rompersi. E con questa massima, buonanotte suonatori e… stay stuned!


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