So bene che la fine dell’anno è una convenzione, così come i compleanni. Però ogni volta ci casco e qualche cosa mi viene da scrivere.
Il 2024 è stato un buon anno, innanzitutto perché la salute mi ha sorretto. Può far ridere ma, quando il tempo incalza, le priorità si modificano sensibilmente.
E’ stato l’anno nel quale sono usciti due libri: il primo sulla digital irrigation, della quale sono stato curatore, e poi quello sulla mia infanzia.
Ha visto un altro bel giro in moto con Beppe, tra Francia, Spagna, Portogallo e Marocco.
E’ stato anche l’anno della conclusione dei lavori di ristrutturazione del ranch e quindi ho iniziato davvero a viverlo pienamente. Il ranch viene da lontano ed è stato prima che un luogo una visione, coltivata da quando inventavo a mio figlio piccolo canzoni sui contadini montanari, disegnavamo fattorie e, passando davanti alla Battistona, ci dicevamo che prima o poi l’avremmo comperata quella corte tra Marzaglia e Cittanova: il ranch è un po’ più in là, ma sono dettagli…
Da visione, il ranch è diventato progetto comune, tra me e mio figlio, che in quel luogo esprime una parte importante della sua natura, quella pratica e costruttrice. È un piacere vederlo lavorare tra saldature, elettricità, idraulica, falegnameria, trattori, fieno e letame. Ma anche allevatore di puledri, che si destreggia tra la ricerca del miglior seme congelato e certificati di razza, tra conti di veterinari e possibili “grandi” introiti.
Al ranch io e Paolo giochiamo a carte, fumiamo Toscano e beviamo liquori, sulla rotta del nonno Arturo.
Il ranch è anche il luogo di Ludovico e in misura minore di Beatrice, minore solamente perché è una ragazzina e ha altri pensieri.

Nel ranch vedo di nuovo pecore e capre e le sento belare. Si, a modo suo il ranch è la nuova casa della mia famiglia, una sorta di “risarcimento”.
Il 2024 è stato un anno di soddisfazione anche sotto il versante professionale. Ho fatto bene a mantenere alcune attività di consulenza, che non hanno il peso della responsabilità diretta ma mi fanno stare in contatto con il mondo delle imprese, uno dei miei mondi. Per altro, mi cimento pure con il ruolo di imprenditore, avendo piccole quote in alcune attività innovative.
Nel 2024 ho dedicato anche del tempo alla palestra e al gioco del pigugno, con i miei amici: entrambe attività molto benefiche.
Quindi saluto quest’anno con gratitudine e affronto il 2025 con una visione corta da realizzare centimetro per centimetro.

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