Abbiamo bisogno di pentole

di Lauro Venturi il 16 gennaio 2018

Care lettrici e cari lettori, questa volta parliamo di pentole, come efficace metafora per tenere insieme elementi apparentemente inconciliabili.
Aldilà delle mode manageriali, dalle quali se posso rifuggo, non c’è dubbio che questi tempi siano davvero volatili (o liquidi), incerti, complessi e ambigui.
Chi compete su mercati internazionali e deve motivare i collaboratori verso obiettivi sempre più sfidanti, sa che l’orientamento al business e un sincero interesse per le persone richiedono dedizione e fatica.
Però dobbiamo ricercare questa convivenza con ossessione, valorizzando quello che di meglio c’è in ogni persona, lavorando perché il potenziale diventi sempre più prestazione ed investendo perché le persone crescano sempre di più. Maria Ludovica Lombardi e Riccardo Varvelli, che annovero tra i miei grandi Maestri, dicevano spesso che la competenza presidia il lavoro contingente, ma è l’intelligenza che garantisce il lavoro futuro: da uno a mille, s’intende, io ci provo ancora a portare intelligenza, anche emotiva, dove lavoro.

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