Mentre il sopraffino pianista suona, come da contratto, anche questa sera, improvvisamente una mamma elegante e sinuosa accenna pochi passi di danza con il figliuolo. E da lì parte la fantasia, per fortuna…
La Mora aveva il ritmo tra le gambe
e un tempo tachicardico.
Il Maestro forse sentiva quell’energia
felina
e picchiava ancor più sui tasti
senza però fargli male mai.
L’oramai anziano sorseggiava
lento
un appagante Calvados
e pensava che il tempo
ultimamente andava troppo
in fretta
e così faceva durare più del solito
il mezzo Toscano.
L’Aurino borbottava di là
dagli alberi
dove finiva un prato ben tagliato
e Karìm insegnava a giovani camerieri
un mestiere difficile.
Lontano ma non troppo
ringhiavano guerre scellerate.
Lassù, invece, tra la sera e la notte
ogni cosa pareva al suo posto
come la rosa rossa
sull’elegante pianoforte a coda
nero.

Commenti
Questo articolo ancora non ha commenti. Vuoi essere il primo?