Testamento biologico, un atto di dignità

Oggi, grazie ai suggerimenti operativi dell’Associazione Luca Coscioni, che invito a sostenere, ho depositato presso il mio Comune la DAT – dichiarazione anticipata di trattamento. Ho trovato una ragazza molto gentile e disponibile, è bello vedere persone così lavorare nel Pubblico, smentendo il luogo comune che in quei posti si annidino sono fannulloni.

Comunque, qualora dovessi cadere in una condizione di malattia giudicata irreversibile, associata a grave disturbo cognitivo che compromette le mie capacità di coscienza o giudizio o di comprensibile espressione, che senso avrebbe vivere? E poi, è vivere? Ha ragione Enzo Bianchi, quando scrive nel suo bellissimo libro “La Vita e i giorni“: “voglio aggiungere vita ai giorni e non giorni alla vita”.

Questa scelta è anche un atto d’amore verso mio figlio e i miei cari, perchè eviterà loro, malauguratamente dovesse accadermi qualcosa di grave, di diventare matti senza poter fare nulla di concreto per me. Da buon agnostico non entro nel merito del tema con l’angolatura della fede, è un argomento troppo sterminato per me.

Il testamento biologico (o DAT) mi è molto caro e probabilmente evita a tante persone il ricorso all’eutanasia, che comunque difendo come scelta e della quale ho scritto nel mio libro “Romanzo reale“.

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